giovedì 1 dicembre 2011

Emma T. feat. Me


sticker Emma T. by Gioia Corazza

Tra le varie collaborazioni con artisti, scrittori, giornalisti e blogger, c'è anche quella con Emma Travet, autrice del libro " Voglio scrivere per Vanity Fair " a cui ho curato l'immagine del suo progetto.

Stay tuned!

martedì 18 ottobre 2011

Dolce & Gabbana a/i 2011-2012


Come ogni stagione, Alessandra Pellegrino, fashion editor della rivista Glamour, sceglie i look, me li sottopone e io glieli metto addosso con qualche modifica, se lei lo richiede, nell'illustrazione. 
Nel nuovo template di Style.it  c'è anche lei: la donna di Dolce & Gabbana, che per  questo autunno/inverno, si presenta in perfetto Madonna style. 
Chapeau Dolce & Gabbana.

lunedì 17 ottobre 2011

Swatch story

Che swatch avete avuto per primo? E' questa la domanda della pagina facebook by Swatch. Ma io ve ne pongo un'altra: quale modello swatch volete che sia riprodotto e rivisitato per poi essere messo in vendita?

Moda low cost: Costume National per OVS Industry

Ormai i grandi brand si stanno convertendo al low cost, basti ricordare che il 17 novembre anche Versace presterà il suo nome alla moda low cost, nella collaborazione con H&M. Sulla scia di Elio Fiorucci che da diversi anni collabora con OVS Industry, Costume National decide di fare un progetto pluriennale destinato a durare, in controtendenza rispetto alle  edizioni limitate dei suoi colleghi. Si chiama Eequal il progetto di moda democratica nato dalla collaborazione tra Ennio Capasa, direttore creativo di Costume National e OVS Industry. Moda high e low cost, dunque, che si uniscono per creare un brand unico a prezzi bassissimi, senza tralasciare la qualità e il design. 






Chi è Ennio Capasa
Ennio Capasa nato a Lecce, si forma all’Accademia delle Belle Arti di Brera, Milano. Completati gli studi si trasferisce a Tokyo dove per due anni collabora con Yohji Yamamoto. Tornato in Italia, nel 1986 presenta la sua prima collezione firmata Costume National. Direttore creativo di Costume National, Costume National Homme e C’N’C Costume National, è riconosciuto per aver definito uno stile descritto dalla stampa internazionale essential, edgy-chic.




mercoledì 12 ottobre 2011

United Colors of Benetton presenta PIN UP

L'universo della moda sta aprendo le porte alla donna curvy. ''Era ora!" - direte voi e dico anche io.United Colors of Benetton presenta un nuovo progetto di maglieria chiamato PIN UP, che mette in evidenza le curve modellandole.
 

martedì 11 ottobre 2011

Intervista su Spray Magazine

Quando ero a Milano, sono stata avvisata dalle sorelle Grispo in persona, di aver vinto il contest illustratori indetto dal blog di Sonia Grispo ''Trend and The City". Uno dei premi per il vincitore del contest era proprio l'intervista su Spray Magazine, di cui è direttore creativo Valentina Grispo, ed eccomi qua!




domenica 2 ottobre 2011

Linda Farrow sunglasses

Al White, in via Tortona a Milano, ho potuto vedere da vicino le creazioni di Linda Farrow sunglasses e sono rimasta piacevolmente colpita. L'indiscussa genialità, nel concepire un oggetto di uso quotidiano come l'occhiale da sole, dal vivo è ancora più forte. Linda Farrow è un brand di occhiali da sole,  creato dall'omonima designer nel 1970 a Londra. La Farrow fu tra le prime a trattare gli occhiali come accessorio ed il suo stile divenne ben presto un marchio di fabbrica del look di Yoko Ono nel 1970.
Nel 2003 l'azienda passa nelle mani del figlio della Farrow, Simon Jablon, che l'ha portata al successo anche tramite collaborazioni importanti come quella con Yohji Yamamoto.

Potete acquistare le creazioni targate Linda Farrow QUI.




sabato 1 ottobre 2011

Le mie illustrazioni su Glamour di Ottobre

Infanzia e barocco by Leitmotiv

<<Leitmotiv è come un carillon, appoggiato su una credenza grigia e spoglia di una camera impolverata, e tutti già sanno che, quando il carillon viene aperto, lascia nell’aria una melodia che in qualche modo, volenti o nolenti, colora tutto con sfumature che non comprendono tristezza e malinconia.>> si legge così nella hompage del sito .

In via Tortona a Milano, durante la fashion week, ho fatto un pò di scouting e sono approdata proprio nello spazio gestito dai Leitmotiv. I miei occhi erano estasiati dalla vivacità delle stampe su abiti, pantaloni, camicie, gonne e giacche. Un'esplosione di colore che mi ha subito rapita. Un'atmosfera ricca di storie di fantasia che riportano indietro nel tempo. Fabio Sasso e Juan Caro sono i creatori del brand Leitmotiv; un'anima più barocca e un'anima più gotica ed il risultato di questo meraviglioso connubio lo potete vedere nelle foto che ho scattato nel loro spazio.






mercoledì 28 settembre 2011

Curiosando in Milan

Eccomi tornata da Milano con tante news importanti, di cui vi parlerò nei giorni a seguire. Curiosando in giro, ho notato con immenso piacere che le fashioniste con la birkin di Hermes e la 2.55 di Chanel al braccio, sono in netta minoranza rispetto a chi invece reinterpreta a suo modo lo stile e la moda. Sono sempre stata convinta che la moda sia un gioco; un gioco che ci rende più consapevoli di chi siamo. Il look che scegliamo dal nostro armadio quotidianamente o per un'occasione, parla sempre di noi, quello che siamo e come ci vediamo realmente. La moda è giocare con se stessi attraverso tessuti, accostamenti di colori, forme degl'abiti, scarpe, borse, bijoux etc. Sfatiamo una volta per tutte il detto '' l'abito non fa il monaco''! Ciò che scegli di indossare esprime necessariamente il tuo modo di essere. E' meraviglioso osservare il look di ogni singola persona, proprio per questo. Il look ti permette di entrare in contatto con la personalità di ogni individuo; è comunicazione non verbale, fa parte del linguaggio dei segni. Condividere pò di se stessi con gl'altri, tramite gl'abiti. Questa è la moda. Non siete d'accordo?!?

Qui sotto qualche foto fatta con il black berry in giro per le strade di Milano.







sabato 17 settembre 2011

24-25-26 settembre 2011 al White a Milano.

Ebbene sì! Sarò al White dal 24 al 26 settembre per presentare una mia capsule collection con le mie illustrazioni ispirate ai trend della Spring Summer 2011: Prada, Jil Sander, Viktor & Rolf, Balmain, Chanel, Maison Martin Margiela e Marc Jacobs per Louis Vuitton. Se mi guardo indietro di un anno vedo un percorso lungo, arduo e faticato per arrivare a concepire una capsule collection di t shirt con le mie illustrazioni..ma ne vado fiera, così tanto che sono particolarmente emozionata già una settimana prima! In questo percorso ho incontrato tante persone speciali, che hanno creduto in me come illustratrice ma prima di tutto in me come persona. Voglio citare fra tutte Alessandra Pellegrino, fashion editor di Glamour, che lo scorso aprile mi contattò perchè innamorata delle mie illustrazioni e mi diede il suo appoggio morale e professionale da cui è nata una splendida collaborazione. Oltre ad essere una giornalista di tutto rispetto è una persona fantastica e sempre disponibile...voglio sottolinearlo perchè capita raramente, soprattutto oggi, di lavorare con persone che rispettano il tuo lavoro semplicemente perchè ti rispettano in quanto persona. Non finirò mai di ringraziarla..ma forse, come dice lei, ci siamo incontrate al momento giusto! Non scrivo tutti i nomi delle persone da ringraziare perchè ho paura di dimenticare qualcuno e non sarebbe giusto perchè tutti sono stati e sono importanti per me, ma loro sanno!

 

Ricordate queste date 24-25-26 settembre 2011, White Milano, via tortona 31...e passate a trovarmi! La mia capsule collection è presentata insieme al brand Macrì ... vi aspetto tutti!







 

mercoledì 31 agosto 2011

Soddisfazioni...

La mia illustrazione per Grazia.it è stata in homepage e poi è finita qui.. sul cartaceo di Grazia.


I love it.Spray Magazine inserisce una mia illustrazione tra le cose che ama

Acne Studios & Daniel Silver capsule collection

Acne Studios presenta la nuova capsule collection in collaborazione con l'artista israeliano Daniel Silver. Nelle sue opere mixa tutti gli elementi della tradizione scultorea occidentale e africana. Colori sgargianti e stampe con fantasie vivaci, sono il trait d'union tra Acne Studios e Daniel Silver per i pezzi di questa mini collezione  per la stagione invernale 2011:  gonne ampie e giacche lunghe o corte e gli immancabili skinny trousers. La collezione prevede circa 60 pezzi dedicati all'uomo, alla donna compresi di accessori e scarpe.


Acne Studios & Daniel Silver


Capsule Collection f/w 2011

giovedì 11 agosto 2011

The History of Fashion - la nuova rubrica del blog.

Da oggi nasce una nuova rubrica che inserirò in una nuova pagina all'interno del blog. Dato che i miei studi mi hanno portata a studiare la storia della moda e del costume, non tralasciando nessun aspetto valoriale dei dettagli della moda nel tempo. Dunque, apro ufficialmente la rubrica '' The History of Fashion'' in cui vi parlerò, non proprio brevemente come accade nei post di routine sui trend, di interessanti curiosità nella storia della moda. Se siete curiosi di saperne di più..leggete intanto questo articolo. L'appuntamento con The History of Fashion è di una volta a settimana sul mio blog. Stay tuned!

 

Dal gioiello al bijou

Per molto tempo il gioiello è stato essenzialmente una sostanza minerale: diamante o metallo, pietra preziosa od oro, la sua origine era la profondità della terra. Proprio a causa della sua origine e al suo percorso di realizzazione particolarmente costoso, era considerato comunemente come un oggetto infernale. L’immaginazione mitica dell’uomo associava quest’oggetto a quelle caverne sotterranee che nascondevano morti, tesori e colpe. Estratto dall’inferno, il gioiello ne diviene il simbolo per eccellenza e ne assume il carattere fondamentale: l’inumanità. I gioielli, inizialmente, erano in gran parte costruiti da pietre, e la pietra rappresentava l’oggetto inanimato che al tatto mostrava come peculiarità, la durezza; per cui la pietra non era né vita né morte, era immobilità infinita e quindi imperturbabile. Per secoli o forse millenni, il gioiello ha tratto dalla propria origine minerale questo potere simbolico: espressione di un ordine inflessibile come quello delle cose.L’immaginazione poetica dell’uomo ha poi riconosciuto nel diamante, la quintessenza della pietra, attribuendogli caratteristiche che andavano aldilà del tempo. La sua limpidezza era l’immagine morale della virtù più intensa: la purezza. Il diamante era considerato il figlio sterile della terra profonda, incapace di trasformarsi in marciume, in germe. La purezza, infatti, è vita ma anche infecondità e ciononostante seduce, perché il diamante, seppur duro, brilla. In questo modo fu inserito in un nuovo tema poetico in cui acquisiva connotati importanti; era contemporaneamente una sostanza fredda ma anche ignea, ghiaccio e fuoco si erano uniti per creare una pietra che rappresentava simbolicamente la bellezza.E quale simbolo migliore per rappresentare la vanità e la seduzione, se non il diamante? Per il suo fuoco per la sua freddezza, il diamante rappresentava l’opposizione tra il mondo e la solitudine, quell’ordine tanto temuto ma che tanto affascinava e che tanti hanno condannato nel tempo. Per secoli, anche l’oro con cui si realizzavano i gioielli presentava aspetti simbolici poco rassicuranti, essendo però una sostanza più intellettuale che simbolica, affascinava realtà fondate sulle merci, perdendo così d’immaginazione poetica.


 

L’oro era il segno per eccellenza, dotato di tutti i poteri e quindi di valore assoluto. Esso poteva convertire tutto nel suo contrario: avvilire e glorificare. Il gioiello ha risentito a lungo di questo potere dell’oro e infatti lo si indossava con l’idea di un potere enorme, a cui basta essere visto per essere dimostrato. Il gioiello per lungo tempo è stato un segno di forte potenza, di virilità e solo di recente, sommariamente, gli uomini hanno smesso di portare gioielli. L’uomo ha delegato alla donna l’esposizione della propria ricchezza perché la donna testimonia la potenza del marito; ma la motivazione di base è stata celermente travolta da nuovi significati simbolici che hanno raccontato di una donna che si perde nel possedere un gioiello e di un uomo che si da alla donna poiché divenuta essa stessa pietra preziosa e dura.


Marlene Dietrich


 

Ricorderete tutti Marylin Monroe in ''Diamonds Are A Girl's Best Friends", circondata da uomini che, travolti dalla bellezza della diva, la quale indossa gioielli luccicanti e particolarmente vistosi, continuano a proporle gioielli nell'intento di conquistarle il cuore. Oggi il tema della donna fatale sembra non essere del tutto scomparso, ma la mitologia attorno al gioiello è declinata da tempo. Il gioiello assume valore storico e si tramuta in bijou. Se il gioiello esprimeva la natura teologica della società antica, allo stesso modo il bijou di oggi potrebbe essere considerato un gioiello laicizzato poiché spogliato di valori poetici assume nuovi valori e simbologie che sono della nostra società. Essi, anzitutto non sono fatti solo di pietre e metallo ma di qualsiasi materiale, dal legno, al vetro al tessuto etc. Il loro prezzo non è, per così dire, disumano e spesso imitano materiali preziosi come oro o perle. L’imitazione è la caratteristica centrale della civiltà capitalista, essa, però non inganna, mira a mantenere le qualità estetiche del materiale che si presta ad imitare. Il bijou altro non è che la democratizzazione del lusso; finché la ricchezza regolava la rarità del gioiello questo aveva valore solo in base al prezzo, nella nostra società quando un oggetto diviene alla portata di tutti si inserisce in un nuovo aspetto di valutazione che è quello del gusto. Per quanto poco costi, il bijou deve essere sottoposto a quel valore funzionale che è lo stile poiché esso fa parte di un insieme. Il bijou diviene il dettaglio, non perché è prezioso in sé ma perché concorre a rendere speciale in maniera definitiva, qualsiasi look.

 



Il bijou ( 2011) realizzato da MIU MIU

martedì 9 agosto 2011

Wawe-o T shirt: lo slogan curioso del brand.



Questa è la home di Wawe-o T shirt, il brand di due architette milanesi, Onda e Cicci, che si sentono troppo sexy per disegnare solo T shirt. Il loro brand nasce dall'idea di dare voce femminile ad un capo essenzialmente unisex. <<Wave-o è una voce femminile, un pensiero, un’idea estemporanea espressa in prima persona, che si stampa su una maglietta, nell’intento di divulgare un messaggio, un “pamphlet”, che saranno le donne ad indossare e a portare con sé.>> 

Sul sito si possono acquistare le T shirt per donna e bambino e i materiali utilizzati sono tutti organici e naturali con tanto di certificato di garanzia. Due sono le tipologie che potete scegliere: linea biodegradabile ( cotone organico e tessuti derivati dalle proteine del latte) e la linea di cotone e viscosa, la biodegradata. L'ironia è sicuramente la caratteristica fondamentale di questo brand, basti guardare le nuove collezioni autunno-inverno: fashion victim, favola punk, plastic chic ed Everyday collection.


Linea donna




Linea bambino


sabato 6 agosto 2011

CO|TE A/I 2011-2012 : i nuovi capi spalla.

Dunque, diciamo subito che se non conoscete questo eccezionale brand super giovane, vi siete persi moltissimo! Loro sono Tomaso Anfossi e Francesco Ferrari, hanno poco più di vent'anni, ex studenti Marangoni, e con la collezione per l’a/i 2011-2012 sono alla seconda stagione. La loro linea Co|Te è una grande esempio di raffinatezza ed originalità. Di seguito l'intervista di Stefano Guerrini a Tommaso e Francesco.


[vimeo http://vimeo.com/24071486]


da webeliveinstyle.it



Per l’autunno-inverno 2011/2012 CO|TE crea cappotti e giacche multistrati di cashmere e pelliccia. Le linee sono allungate e le ritroviamo anche nei pantaloni, presenti in 4 forme, dal modello slim al modello palazzo. Gonne con fodera in tulle e camicie in popeline, giacche in pelle di vitello. Le pettorine in pelle  sono già un must have dell'autunno inverno Co|Te.










http://www.co-te.com/

venerdì 5 agosto 2011

Trend Books: '' Voglio scrivere per Vanity Fair'' di Emma Travet

Chi di voi ancora non ha letto '' Voglio scrivere per Vanity Fair'' di Emma Travet?... Io l'ho letto e vi consiglio di acquistarlo subito! Perchè? Una trama divertente e non banale, una scrittura sicura ed avvincente, un personaggio che assomiglia ad ognuno di noi e in cui sarà molto facile immedesimarsi. Infatti non è stato difficile divorare questo entusiasmante romanzo! Emma Travet in realtà si chiama Erica Vagliengo, è una giovane giornalista di origini piemontesi, per la precisione, torinese, adora la sua città ed il suo lavoro. Il suo progetto editoriale è un innovativo esempio di self marketing legato al romanzo, che ha come protagonista l’alter ego della scrittrice, ed è supportato da una serie di partecipazioni a mostre, eventi vari e interviste in radio e tv.  Le avventure di Madamin Travet  proseguono sul blog emmatvanity.style.it, diventato ormai un  seguitissimo fenomeno sul web  (e non solo).


Io l'ho intervistata per voi...ed ecco qua.

Chi è Erica Vagliengo? Ma, soprattutto, chi è Emma Travet?

In sei righe…sono una giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine, collaboro  anche con Oggi7 (il settimanale di Americaoggi).  Adoro lasciare tracce su internet, la torta Zurigo, collezionare borsette (meglio se trovate nei mercatini delle pulci), l'arte contemporanea, New York, il caffé macchiato (rigorosamente italiano). Da piccola mi sentivo un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf, cosicché da grande, nel 2007, ho scritto un romanzo con lo pseudonimo di Emma Travet, diventata molto più famosa di me, perché vista quasi come un’eroina contemporanea, in quanto (giornalista) precaria sì, ma con stile.

Domanda d'obbligo (anche se probabilmente te l'avranno già fatta diverse volte): come è nato, dentro e fuori di te il progetto di un libro che raccontasse di una precaria?

Semplicemente perché sentivo di dover narrare la storia di una ragazza di oggi, come ce ne sono tante, tra i 20 ed i 35 anni, spesso in balia della precarietà lavorativa- che si riflette, inevitabilmente anche sugli affetti- che, però, non si perdono d’animo e cercano di vivere con stile (cioè con dignità), ingegnandosi per regalarsi ogni giorno una piccola gioia quotidiana (dall’abito vintage pagato 5 euro al mercatino, alla colazione nel bar storico, passando per l’acquisto di un libro, adocchiato per caso in libreria), consapevoli di come la pensione bassa che prenderanno in futuro, non potrà permettere loro alcun lusso.

Erica il tuo percorso alla ricerca di un editore, è partito ancora prima che terminassi di scrivere il romanzo.
Prevenzione per mancanza di fiducia ( probabilmente lecita!) nell'editoria italiana?


Prevenzione sì, parecchia, ma anche voglia di sperimentare strade nuove, di provare a lanciare un romanzo, non ancora scritto, trattandolo come un prodotto da promuovere su internet (che fornisce feed back molto più veloci rispetto alla strada tradizionale).

Hai utilizzato la piattaforma di Myspace per promuovere il tuo talento di scrittrice, consigli di fare lo stesso a chi ha intenzione di farsi conoscere nel mondo dell'editoria? Quanto è importante autopromuoversi sul web per avere possibilità nella realtà lavorativa italiana soprattutto?

Consiglio di seguire la strada classica- da quella non si può prescindere, ricordiamoci che siamo pur sempre in Italia…- ma, in parallelo, di portare avanti un sentiero sul web. Purtroppo qui, occorre faticare dieci volte tanto per avere QUALCHE risultato. Figuriamoci nel bizzarro mondo dell’editoria! Quindi largo alle idee creative, alle sperimentazioni ed alla ricerca di strade nuove su internet.

I personaggi del romanzo sono alter ego di persone reali?

Alcuni sì, altri no.

Domanda fatidica...come mai Emma Travet vuole scrivere proprio per Vanity Fair? E' il desiderio di Erica Vagliengo o di Emma Travet?

Perché è, a suo parere, la rivista più completa, attuale, preparata ed interessante nel panorama editoriale italiano. E, se non erro, la più letta. Sì, è un desiderio comune.

L'originalità del libro sta proprio nel modo in cui la protagonista affronta il problema del precariato. Infatti Emma Travet è piena di inventiva, non si blocca davanti all’instabilità lavorativa ed economica e riesce a portare avanti i suoi obbiettivi senza perdere di vista le sue passioni: gli amici, il vintage, i viaggi, i libri. Essere '' precari con stile'', è il consiglio di Erica Vagliengo, veicolato dal personaggio di Emma T., per chi cerca di sopravvivere al mondo del precariato?

Esatto, centrato in pieno, Gioia!

Non hai iniziato ( per ora! Ma te lo auguro!) a scrivere per Vanity Fair ma Silvia Nucini, giornalista di Vanity Fair, ti ha dedicato un trafiletto pungente. Infatti scrive che questo libro dovrebbe leggerlo il ministro Brunetta per rivedere la sua teoria sui bamboccioni. Non potrei essere più d'accordo. Insomma, Emma Travet ha tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio modello per i precari. Stai già pensando ad un seguito del romanzo?

Meglio non diventare un modello, perché si tende a deludere le aspettative della gente. Io ho raccontato le vicende di una ragazza precaria, diverse coetanee, dopo averla letta,  si sono immedesimate nella protagonista, e mi hanno scritto e-mail che portano a riflessioni profonde sul sistema Italia. Alcune le ho pubblicate sul mio sito www.emmatravet.it . Al momento sto lavorando al seguito e partecipando a dibattiti sulla precarietà, ad eventi vari (ex. il Fashion Camp a Milano) e alle presentazioni del libro. Nel frattempo ho pubblicato la versione american english del romanzo (tradotto da Rossella Frigerio) su Amazon.com, come da consiglio del giornalista Maurizio Molinari, incontrato a New York, l’anno scorso. E poi, vi lascio con un’anticipazione: a breve ci sarà un grande cambiamento relativo al mio blog…curiosi di sapere di che si tratta? Continuate a seguirmi e lo scoprirete presto!

Ho avuto il piacere di ricevere da Erica l'originale progetto grafico e di merchandising ispirato agli accessori che la protagonista cerca, acquista, e indossa, facendoli diventare parte attiva delle sue avventure! Un’intera collezione di spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi, venduti, in passato, direttamente sul web. Gli adesivi (o sticker) di Emma Travet, invece, sono stati fotografati dai suoi fan nei luoghi più impensati del pianeta per poi essere pubblicati periodicamente su facebook.

Insomma..se volete leggere un romanzo originale, ''Voglio scrivere per Vanity Fair'' vi piacerà di sicuro!



Ph Gavin Spencer


CONTACT:

e-mail emmat_vanity@hotmail.com

face book: emma travet

www.myspace.com/emmatvanity

friend feed.com/emmatvanity

www.emmatravet.it

PER ACQUISTARE IL SUO LIBRO:

nella versione italiana: www.memori.it/schede/vanity.html

nella versione american-english (a soli 3,44 dollari!) su Amazon.com

I SUOI PROSSIMI IMPEGNI:

6 settembre: presentazione del romanzo alla biblioteca di Volta Mantovana

15 settembre: moderatrice dell'incontro - organizzato da CNA giovani imprenditori - con Giampaolo Colletti (wwworkers) alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino)

23 settembre: Milano Fashion Week

18 ottobre: partecipazione al dibattito "Tutti giù per terra", sul mondo dei precari, al Circolo dei Lettori (Torino)

novembre: Fashion Party

I ricami dell'India per Prada.

Ormai capita spesso di notare '' Made in India'' nelle etichette, anche Prada, come altre affermate griffe ( e non solo ), si è fatta conquistare dalle raffinate decorazioni indiane. Sto parlando dell'abito firmato Prada “Made in India” completamente realizzato a mano in laboratori indiani specializzati nel ricamo Chikan, la tecnica più antica e raffinata tra i ricami indiani. La bellezza di questo abito sta nei motivi floreali applicati su tessuti leggeri con delicato filo di cotone. Le star del red carpet già ne vanno pazze. Très chic!

 


sabato 23 luglio 2011

Gucci: l'e-shopping originale

Avete mai fatto e-shopping puntando il dito e dicendo'' Voglio questo, voglio quello, e anche l'altro'' ?!? Effettivamente sembra paradossale ma per Gucci no; infatti sul sito del noto brand troverete un video interattivo per acquistare i vostri capi preferiti della Maison, proprio puntando il dito..o meglio il cursore del mouse! Basta orientare il cursore del mouse sul pezzo Gucci che vi interessa acquistare e si aprirà uno zoom sul prodotto con tanto di prezzo, a quel punto non vi resta che pagarlo. Originale no?!? Buono shopping!

e-shopping Gucci

 



 

 



 

 

 

martedì 19 luglio 2011

Lamè,glitter,pelle e lurex: la prossima stagione s'illumina.

Ebbene sì! Per la mia felicità, e di chissà quante altre, uno dei must della prossima stagione è sicuramente il lamè. Oltre al lamè, le passerelle sono illuminate dai glitter, dal lurex e dalla pelle lucida. Tocchi di luce fatti di lurex e fili di lamè sono i virtuosismi di abiti, maglie e pantaloni per il prossimo Autunno Inverno 2012. La moda per il prossimo inverno punta quindi su effetti metallici e bagliori di luce, ispirandosi all’elemento che negli anni ’40 fu la novità per gli abiti più raffinati. Dall’argento all’oro barocco fino al bronzo, il lurex illumina ed impreziosisce i capi più di tendenza per la sera e per il giorno. Di seguito una piccola preview della prossima stagione.

L'anniversario di Gucci: collezione 1921 in edizione limitata

Il 90 esimo anniversario della nasciata del marchio Gucci, viene celebrato con la creazione di una collezione che riporta il noto brand alle sue origini. Infatti, il direttore creativo, Frida Giannini crea un collezione di borse con tributo speciale all'eleganza e all'artigianalita' della casa di moda fiorentina fondata proprio nel 1921. 1921 Collection è un percorso attraverso le borse iconiche che hanno reso famosa la firma Gucci in tutto il mondo. All’interno troviamo un' edizione speciale  delle  borse  New  BambooNew Jackie e Horsebit Chain, proposte  in vitello e coccodrillo nelle nuances testa di moro, rosa,  kaki,  cherry e verde bottiglia. La caratteristica di questa collezione in edizione limitata, è l'omaggio al legame di Gucci col mondo dell’equitazione: gli   stivali   da  cavallerizzo e  la reinterpretazione  del  classico loafer,  il  mocassino  con morsetto, in vitello  o  coccodrillo. Dedicati all'anniversario anche un modello di occhiali limited edition con una  piastrina  laterale  in oro a 18 carati e gli orologi 1921, sia da uomo sia da donna.

 







lunedì 18 luglio 2011

Stella23: il nuovo shop online completamente Made in Italy

Ma allora c'è ancora qualcuno che crede nel Made in Italy! - ho esclamato alla vista di Stella23.
Stella23 è l'unico shop online tutto Made in Italy,un unico grande negozio virtuale che unisce aziende, artigiani e nuovi giovani designer selezionati secondo i principi di qualità ed artigianalità dei prodotti 100% Made in Italy. Un vero e proprio amore che si esplicita in un negozio virtuale atto a dare l'elevata importanza della tradizione manifatturiera italiana. Infatti Stella23, rispecchia tutti i valori del gusto italiano, pulito, elegante e di facile navigazione. La Homepage accoglie il pubblico di Stella23 con un video, ideato da Mikkel Garro Martinsen, che racconta le bellezze delle città italiane e dei suoi prodotti manifatturieri. La ricerca, il gusto per il bello, la passione, ma anche l’eleganza e lo stile, dall'abbigliamento a prodotti personalizzabili creati in base al proprio gusto, tutti raccolti nel nuovo shop online Stella23.

 



Sunglasses P/E 2011 - Prada minimal baroque

Quando vidi la sfilata P/E 2011 targata Prada, in mezzo a sfavillanti colori e righe, la mia attenzione si fermò sui sunglasses minimal baroque. Sono uno degli accessori fashion più gettonati da celebrities e comuni mortali, e proprio parlando di trend  in fatto di occhiali da sole, ancora una volta a stupirci per questa estate é Prada, che dopo le linee sinuose del modello Butterfly del 2008, quest'anno le esaspera con i Minimal Baroque. Di seguito il video per la campagna pubblicitaria PRADA SPRING/SUMMER 2011, le foto e le mie illustrazioni di cui una per il blog di Alessandra Pellegrino, fashion editor di GLAMOUR, e una per il magazine di moda,lusso e lifestyle E'LIFESTYLE.

 







jamfashion.style.it




Illustrazione per E'LIFESTYLE Magazine- Numero estivo